Un film documentario di
Irene Dionisio

“Anatomia dell’uomo nero” è un viaggio in Italia, tra passato e presente che intreccia la memoria del rimosso coloniale italiano con le tracce visibili e invisibili che ancora plasmano il razzismo contemporaneo. 

La regista, a partire da un episodio traumatico che l’ha coinvolta direttamente, intraprende un percorso attraverso l’Italia — fisico e memoriale — per mettere a nudo la costruzione storica dell’“uomo nero” vista attraverso il prisma soggettivo e personale del rimosso bianco.  

Il film intreccia materiali d’archivio — fotografie, cinegiornali, video e documenti dell’era fascista — con testimonianze attuali, creando un dialogo serrato tra passato e presente. Le immagini d’epoca vengono rilette e decostruite: affiorano stereotipi, pratiche di esclusione e rappresentazioni che hanno normalizzato la disumanizzazione. Da quelle radici emergono i fili che legano il colonialismo alle nuove forme di schiavitù moderna – dai moderni ghetti lavorativi ai CPR, passando per la mancata rappresentanza – in Parlamento e tra le nuove generazioni. 

Con il sostegno di
Creative Europe Media
Film Commission Piemonte

“Anatomia dell’uomo nero” non è solo cronaca: è un atto di memoria critica che smonta narrazioni rassicuranti sull’identità nazionale. Attraverso interviste, ricostruzioni e materiale d’archivio manipolato, la regista mostra come il “nero” sia stato costruito come categoria funzionale a dominare, sfruttare ed escludere. Il finale apre a una domanda: restituire volto e storia significa anche rinegoziare diritti, riconoscimento e partecipazione. 

Il film ambisce a essere uno specchio scomodo per l’Italia contemporanea, chiamata a guardare il suo passato per spezzare le catene del presente.

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