Kino produzioni e Mybosswas presentano
Thermocene

Un lungometraggio di
Giorgio Ferrero


Nell’isolamento glaciale delle vette alpine tra Italia e Francia, due compositori si immergono in una collaborazione unica, con l’obiettivo di trasformare in sinfonia musicale le tracce invisibili dell’umanità nell’aria: onde corte, segnali radio satellitari, campi elettromagnetici, polveri sottili e rumori di valle.

Rifugiati in due strutture futuristiche, il Black Body Mountain Shelter e il Pinwheel Shelter, distanti trenta chilometri l’una dall’altra a tremila metri di quota, rimangono connessi e sincronizzati attraverso un segnale digitale via internet.

Nel frattempo, in città come Los Angeles, New York, Reykjavík, Varanasi, Lagos, Kuwait City, Tokyo, N’Djamena, Londra, una decina di figure visionarie provenienti da discipline diverse come fisica, filosofia, architettura, teologia e attivismo attraversano le proprie vite frenetiche.

Questi pensatori e artisti immaginano le abitudini della vita in un mondo trasformato, come se i cambiamenti fossero già avvenuti.

Le loro giornate si dispiegano davanti allo spettatore, rivelando come anche i gesti più semplici, come camminare, mangiare, dormire o lavorare, si siano adattati a una realtà radicalmente mutata.

Il concetto di famiglia non è più legato alla tradizione, ma viene ridefinito dalla necessità e dall’invenzione. Le pratiche alimentari si sono evolute, plasmate dalla scarsità e dalla sostenibilità, trasformando non solo ciò che si mangia ma anche le modalità di accesso al cibo. Anche il movimento nello spazio è cambiato, influenzato da nuove fonti energetiche, vincoli ambientali e mutamenti tecnologici.

Ogni aspetto dell’attività dell’essere umano scorre ora lungo un corso trasformato, modellato dalla profonda metamorfosi dell’habitat e ridefinito da una nuova consapevolezza: quella dell’onnipresenza umana e dell inscindibile legame tra vita e natura.

Questi individui, attraverso i propri percorsi e punti di vista, non si limitano a teorizzare futuri possibili, ma li vivono. Sono gli architetti di un’esistenza necessaria, che costruiscono il proprio cammino integrando adattamento e lungimiranza nella vita quotidiana.

Le vite di questi visionari, immerse in ambienti rumorosi, caotici, iper-urbanizzati e spesso alienanti, scorrono in un ritmo alternativo e rinnovato, parallelo a quello dei due compositori a tremila metri sulle Alpi. Attraverso questo parallelismo di gesti e di esperienze vissute, tutti i personaggi del film incarnano un nuovo rapporto tra essere umano e habitat.

Impatto zero non esiste.

Da questa idea nasce “Thermocene”, un progetto multidisciplinare di Giorgio Ferrero, che ha iniziato il proprio percorso di sviluppo attraverso una mostra di Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore (Mybosswas) ed EX., a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli e Camilla Zennaro), presentata in più sedi espositive.

Un’installazione immersiva che unisce arte, architettura, musica, cinema e scienza, parte di un progetto in continua evoluzione che comprende una mostra itinerante, un film e una pubblicazione.
Riflettendo sull’urgenza di una nuova e necessaria sinergia tra ambiente e società, l’opera indaga l’evoluzione della cooperazione interconnessa attraverso le tracce invasive dei dispositivi umani nell’epoca del cambiamento climatico: il Thermocene.

Al centro del progetto si trova una sinfonia visiva e sonora creata da Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore (Mybosswas), ospitata all’interno di due bivacchi futuristici situati a 3.000 metri di altitudine nelle Alpi piemontesi, progettati da Studio EX.

Lontano dal rappresentare la montagna come un paesaggio naturale incontaminato, Thermocene la reinterpreta come un ambiente plasmato da infrastrutture invisibili e segni di presenza umana: frammenti di trasmissioni radio, codici militari criptati, comunicazioni satellitari e interferenze, rilevatori di polveri sottili e suoni provenienti dalle valli.

A partire dai segnali raccolti, i compositori Ferrero e Mongitore, separati da trenta chilometri e immersi in una solitudine glaciale — privi anche dei servizi essenziali ma connessi tramite un segnale digitale — hanno creato una sinfonia visiva e sonora sincronizzata.

Thermocene intende dimostrare, in modo poetico ed empirico, che è impossibile immaginare un pianeta privo dell’impatto travolgente dell’essere umano. In questo contesto, l’idea di “impatto zero” si rivela un’utopia irraggiungibile.
L’uomo è presente anche dove sembra invisibile, e la consapevolezza di una natura sempre più inquinata dai dispositivi umani diventerà inevitabilmente centrale per una nuova comprensione della libertà e della sopravvivenza in un’epoca che facciamo fatica ad accettare: il Thermocene.

L’installazione è stata presentata nel 2025 alla 19 Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia curata da Carlo Ratti, alla  GAMeC di Bergamo e a Gallerie d’Italia a Torino. 

Una mostra installativa di
Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore (Mybosswas) & EX.

Curata da
ARTECO (Beatrice Zanelli and Camilla Zennaro)

Thermocene è anche una performance live, presentata in anteprima nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino, in cui le decine di suoni raccolti nell’etere a tremila metri d’altitudine vengono trasformati dal vivo in una sinfonia per due musicisti elettronici e due sistemi di diffusione sonora in dialogo costante tra loro.

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