FILM IN DEVELOPMENT AND IMMERSIVE EXHIBITION
Thermocene
Mybosswas Samuel Morse
Credits
Subject, screenplay, direction, cinematography
Giorgio Ferrero
Music and sound
Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore
Architecture and set design
EX.
Exhibition curation
Beatrice Zanelli and Camilla Zennaro
A production by
KINO Produzioni and MYBOSSWAS
In collaboration with
ARTECO, EX.
Supported by
Europa Creativa Media
Fondazione Compagnia di SanPaolo
Technical sponsors
Epson, Montarbo, Nanlite, Patona, Rycote, Tip Top audio, Gruppo TFS
INSTALLATION
Executive producers
Marco Quartana (MYBOSSWAS), Andrea Cassi (EX.), Beatrice Zanelli (ARTECO), Giovanni Pompili (KINO PRODUZIONI)
Exhibition design
Ex.
Andrea Cassi, Michele Versaci, Serena Giardina, Martina bunino, Gianluca Zimbardi (GZMNZ), Francesca Cassi
Photographs
Giorgio Ferrero
Creative Consultans
VPiero Fragola (modular system), Marco Marasciuolo (radio research), Andrea Brasolin (diffusion system), Nadir Naji (studio assistant MYBOSSWAS)
Scientific consultant
Gerardo Capobianco (INAF)
Programming
Rajan Craveri
Graphic design
Arianna Grasso
Nicolò Brondolo
Set design
Attitudine forma
Press office
Nora comunicazione
Educational activities project
Arteco
Surveillance
Look up
VIDEO INSTALLATION
Subject and direction by
Giorgio Ferrero
Written by
Giorgio Ferrero
in collaboration with
Andrea Cassi, Rodolfo Mongitore, Michele Versaci
Music and sound design
Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore
Direction of photography
Giorgio Ferrero, Niccolò Arcostanzo
Operators
Enrico Aleotti, Niccolò Arcostanzo
Production Management
ECristina Sangiorgio (MYBOSSWAS), Lara Costa Calzado (KINO PRODUZIONI), Andrea Cassi (EX.)
Assistant Director
Duccio Brunetti (MYBOSSWAS)
Set design and Art Direction
EX.
Film production
EGiovanni Pompili, Lara Costa Calzado, Isabella Weber, Valentina Pompili, Massimiliano Navarra, Martina Anselmeti, Francesco Bonerba, Valerio Libertini, Eleonora Pacini, Giorgia Sciabbica, Gaia Longobardi, Greta Nordio, Luca Gallo
Editing
MYBOSSWAS
Duccio Brunetti, Carlo Cagnasso, Davide Santilli
Special effects and editing
Carlo Cagnasso (MYBOSSWAS)
Color correction and editing
Davide Santilli (MYBOSSWAS)
Live sound engineer and sound editing
Nadir Naji (MYBOSSWAS)
Visual advisor
Alec Von Bargen
Production assistant
Matteo Moretti (MYBOSSWAS)
Support Alpinists
Francesca Cassi, Maria Luisa Joannas, Claudio Natta, Riccardo Natta, Franscesco Perron, Eugenio Piazzi, Massimiliano Salino
Mules
Ketty, Dea
Master Muleteers
Luciano Ellena (ETIC.A SOC. COOPERATIVA SOCIALE), Benedetta Mattiauda
Graphic design
Arianna Grasso
Nicolò Brondolo
Backstage
Massimiliano Salino
VIDEO INSTALLATION
Sound Art
Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore
Production
MYBOSSWAS
Studio assistant
Nadir Naji
Audio consultancy
Andrea Brasolin
Programming
Rajan Craveri
Thanks to
Paolo, Paola Corradini and family for the support and use of the Bivacco Matteo Corradini.
Ilaria Perron Cabus, Francesco Bogetti, the families Berrone, Perron Cabus and the group
ABC for the support and
use of the Bivacco Stefano Berrone.
Comuni di Oulx and Comune Cesana Torinese.
Paolo Manera, Alec Von Bargen, Francesco Giai Via.
Eleonora Monge (Infini.to Planetario di Torino).
Gallerie d’Italia Torino, Antonio Carloni, Simona Cantone, Antonella D’Amico, Federica Bianchi, Giulia Borroni, Marta Cirinei, Alessandro Andrea Ferro, Luca Lanni, Alessia Pagano, Antonella Pellegrino, Davide Rossini, Luca Saporiti, Silvia Stabile.
Mercato Centrale Torino, Giulia Bellana, Andrea Balestrino, Samuele Benedetto, Pierpaolo Mantuano, Rocco Palma,
Federico Savini, Simone Terribile.
Emiliano Alborghetti e Sae Institute, Monica Bua e Epson,
Fabio Babetto e Francesco Pecini e Nanlite, Gruppo TFS,
Patona, Letizia Buti e Montarbo, Iaria Gaspari e Rycote, Piero Fragola e Tip Top, Pino La Rosa e Dada Service.
© ALL RIGHTS RESERVED 2025 MYBOSS SRL, KINO PRODUZIONI, ARTECO, EX.

Kino produzioni e Mybosswas presentano
Thermocene
Un lungometraggio di
Giorgio Ferrero
Nell’isolamento glaciale delle vette alpine tra Italia e Francia, due compositori si immergono in una collaborazione unica, con l’obiettivo di trasformare in sinfonia musicale le tracce invisibili dell’umanità nell’aria: onde corte, segnali radio satellitari, campi elettromagnetici, polveri sottili e rumori di valle.
Rifugiati in due strutture futuristiche, il Black Body Mountain Shelter e il Pinwheel Shelter, distanti trenta chilometri l’una dall’altra a tremila metri di quota, rimangono connessi e sincronizzati attraverso un segnale digitale via internet.
Nel frattempo, in città come Los Angeles, New York, Reykjavík, Varanasi, Lagos, Kuwait City, Tokyo, N’Djamena, Londra, una decina di figure visionarie provenienti da discipline diverse come fisica, filosofia, architettura, teologia e attivismo attraversano le proprie vite frenetiche.
Questi pensatori e artisti immaginano le abitudini della vita in un mondo trasformato, come se i cambiamenti fossero già avvenuti.
Le loro giornate si dispiegano davanti allo spettatore, rivelando come anche i gesti più semplici, come camminare, mangiare, dormire o lavorare, si siano adattati a una realtà radicalmente mutata.
Il concetto di famiglia non è più legato alla tradizione, ma viene ridefinito dalla necessità e dall’invenzione. Le pratiche alimentari si sono evolute, plasmate dalla scarsità e dalla sostenibilità, trasformando non solo ciò che si mangia ma anche le modalità di accesso al cibo. Anche il movimento nello spazio è cambiato, influenzato da nuove fonti energetiche, vincoli ambientali e mutamenti tecnologici.
Ogni aspetto dell’attività dell’essere umano scorre ora lungo un corso trasformato, modellato dalla profonda metamorfosi dell’habitat e ridefinito da una nuova consapevolezza: quella dell’onnipresenza umana e dell inscindibile legame tra vita e natura.
Questi individui, attraverso i propri percorsi e punti di vista, non si limitano a teorizzare futuri possibili, ma li vivono. Sono gli architetti di un’esistenza necessaria, che costruiscono il proprio cammino integrando adattamento e lungimiranza nella vita quotidiana.
Le vite di questi visionari, immerse in ambienti rumorosi, caotici, iper-urbanizzati e spesso alienanti, scorrono in un ritmo alternativo e rinnovato, parallelo a quello dei due compositori a tremila metri sulle Alpi. Attraverso questo parallelismo di gesti e di esperienze vissute, tutti i personaggi del film incarnano un nuovo rapporto tra essere umano e habitat.
Impatto zero non esiste.
Da questa idea nasce “Thermocene”, un progetto multidisciplinare di Giorgio Ferrero, che ha iniziato il proprio percorso di sviluppo attraverso una mostra di Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore (Mybosswas) ed EX., a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli e Camilla Zennaro), presentata in più sedi espositive.
Un’installazione immersiva che unisce arte, architettura, musica, cinema e scienza, parte di un progetto in continua evoluzione che comprende una mostra itinerante, un film e una pubblicazione.
Riflettendo sull’urgenza di una nuova e necessaria sinergia tra ambiente e società, l’opera indaga l’evoluzione della cooperazione interconnessa attraverso le tracce invasive dei dispositivi umani nell’epoca del cambiamento climatico: il Thermocene.





Al centro del progetto si trova una sinfonia visiva e sonora creata da Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore (Mybosswas), ospitata all’interno di due bivacchi futuristici situati a 3.000 metri di altitudine nelle Alpi piemontesi, progettati da Studio EX.
Lontano dal rappresentare la montagna come un paesaggio naturale incontaminato, Thermocene la reinterpreta come un ambiente plasmato da infrastrutture invisibili e segni di presenza umana: frammenti di trasmissioni radio, codici militari criptati, comunicazioni satellitari e interferenze, rilevatori di polveri sottili e suoni provenienti dalle valli.
A partire dai segnali raccolti, i compositori Ferrero e Mongitore, separati da trenta chilometri e immersi in una solitudine glaciale — privi anche dei servizi essenziali ma connessi tramite un segnale digitale — hanno creato una sinfonia visiva e sonora sincronizzata.
Thermocene intende dimostrare, in modo poetico ed empirico, che è impossibile immaginare un pianeta privo dell’impatto travolgente dell’essere umano. In questo contesto, l’idea di “impatto zero” si rivela un’utopia irraggiungibile.
L’uomo è presente anche dove sembra invisibile, e la consapevolezza di una natura sempre più inquinata dai dispositivi umani diventerà inevitabilmente centrale per una nuova comprensione della libertà e della sopravvivenza in un’epoca che facciamo fatica ad accettare: il Thermocene.
L’installazione è stata presentata nel 2025 alla 19 Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia curata da Carlo Ratti, alla GAMeC di Bergamo e a Gallerie d’Italia a Torino.
Una mostra installativa di
Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore (Mybosswas) & EX.
Curata da
ARTECO (Beatrice Zanelli and Camilla Zennaro)
Thermocene è anche una performance live, presentata in anteprima nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino, in cui le decine di suoni raccolti nell’etere a tremila metri d’altitudine vengono trasformati dal vivo in una sinfonia per due musicisti elettronici e due sistemi di diffusione sonora in dialogo costante tra loro.