myfilms Beautiful Things Next project
Winner of Biennale College CInema 2016.
Best Italian movie at 74th Mostra del Cinema di Venezia (young jury).
Winner Next:Wave Award Competition at Cph:Dox 2018.
Mybosswas waste

Updates and screenings:
www.beautifulthings.it

World premiere:
74th Mostra del Cinema di Venezia

International Premiere:
CPH:DOX Copenaghen

Beautiful Things è un documentario veramente spettacolare con la struttura di una fuga.

Glen Kenny (NY Times)

Beautiful Things is a spectacularly shot documentary with a fuguestructure.

Glen Kenny (NY Times)

Scritto e diretto da Giorgio Ferrero

Direzione della fotografia e co-regia Federico Biasin

Giorgio ha un talento particolare nel rappresentare la storia come in una sorta di sinestesia,  creando immagini con la musica invece di usare la musica per rinforzare le immagini.

Stephanie Zacherek (Time Magazine)

Come tutti i bravi compositori sinfonici Ferrero conosce il potere del silenzio; la colonna sonora si fa spazio tra i silenzi ripulendo il mondo dal disordine.”

David Bordwell (Critic, Professor Emeritus of Film Studies)

Ho visto Beautiful Things e mi è piaciuto tantissimo.  La combinazione di musica sofisticata e di una fotografia fantastica è meravigliosa. Mi è piaciuto veramente tanto.

Stefan Sagmeister

Il montaggio del film è impressionante, a un certo punto le scene iniziano a sovrapporsi rispecchiando l’utilizzo della musica come anticipazione narrativa.

Cineuropa

Un’opera visionaria che durante la scorsa Mostra del cinema di Venezia ha lasciato la laguna a occhi spalancati e bocca chiusa.

Fabrique du cinéma

Uno dei migliori esordi degli ultimi anni.

Nonsolocinema

Beautiful Things è una stordente sinfonia visiva sugli oggetti e sul processo di dis-umanizzazione dell’uomo  di grandiosa potenza visionaria. Tra i film più belli di questa edizione. Un miracolo, forse. Per fortuna ancora ne capitano.

Quinlan

Beautiful Things di Giorgio Ferrero lascia davvero a bocca aperta. Una canzone audiovisiva e punk, una sonata per percezioni multiple, dagli inaspettati andamenti musicali. Da audiovedere abbandonati all’evocazione.

Uzak

SINOSSI

Van è un manutentore di pozzi petroliferi. Lavora nel deserto, all’interno di un grande giacimento in Texas. Danilo è capo macchina su una nave cargo. Vive ogni giorno nel cuore dello scafo dove risiede un mastodontico motore. Andrea è uno scienziato. Ha passato la propria vita tra le formule matematiche e il silenzio delle camere anecoiche. Vito ha trascorso metà della propria vita gestendo slot machine. Oggi è il responsabile di un’immensa fossa di rifiuti in cemento armato. Questi uomini sono inconsapevolmente alla base della sequenza di creazione, trasporto, commercializzazione e distruzione degli oggetti che alimentano la bulimia del nostro stile di vita. Gli oggetti di cui pensiamo di aver bisogno ogni giorno iniziano e finiscono il loro viaggio all’interno di luoghi industriali e scientifici isolati e spettrali. Questi uomini sono monaci all’interno di templi di acciaio e cemento e ripetono ogni giorno nel silenzio e nella solitudine la stessa liturgia meccanica, convivendo con i propri fantasmi. Lei e Lui sono una coppia come tante. Hanno passato la vita ad accumulare oggetti fino a un punto di saturazione. Sono cresciuti nel boom della televisione commerciale, sono la prima generazione a essersi emancipata attraverso Internet. Oggi hanno quarant’anni e sono alla ricerca di una via d’uscita. Lei e Lui siamo noi. E non abbiamo mai sentito parlare di loro.

COMMENTO DEL REGISTA

Beautiful Things è un viaggio, una storia in quattro atti dove immagini, parole e suoni sono insolubili tra loro. Quattro mondi che si intersecano in cui perdersi. I protagonisti del film conducono vite lontanissime dalle nostre ma i loro fantasmi nell’armadio ci fanno sentire parte di un unico disegno. Il film è stato scritto con un approccio musicale, come una partitura in cui le note, le immagini e le parole hanno lo stesso peso e ognuna cerca la propria geometria tra le righe. Il film è dedicato a noi che non sappiamo vivere senza collezionare oggetti semi inutili. A noi tossici viziosi, bulimici accumulatori. A noi che non riusciamo a vivere nel silenzio. A noi che non riusciamo ad addormentarci senza Netflix nelle orecchie. A noi che accettiamo l’idea che la vita possa precederci ma non che i nostri oggetti ci possano sopravvivere.

Questo film è un modo per sfuggire il nostro stile di vita da cui non riusciamo ad uscire in alcun modo. I brevi quadri della quotidianità di una coppia che si intersecano all’impianto narrativo principale del racconto sono le vite degli autori del film stesso. La generazione dei robottini, delle prime chat porno, dei peluche dell’Ikea. Abbiamo cercato attraverso la nostra malinconia di raccontare l’urgenza di un ritorno al silenzio, la ricerca di un respiro libero dalla compressione della vita immolata al rumore.

Questo è il nostro urlo e abbiamo cercato di tradurlo in un canto.

The particular talent of Giorgio on display here is a kind of synesthesia, making musicinto images rather than using music to enhance images.

Stephanie Zacherek (Time Magazine)

 

Like any good symphonist, Ferrero knows the power of silence; the soundtrack makes room for dead spots that suggest a world scraped clean of all the clutter.

David Bordwell (Critic, Professor Emeritus of Film Studies)

“I watched Beautiful Things right away and very much liked it. The combination of sophisticated music and fantastic cinematography was wonderful. I truly enjoyed it.

Stefan Sagmeister

 

The editing of the film is impressive, as the sequences overlap at some points, mirroring the way that music is often brought in early to transition scenes in movies.

Cineuropa

 

“A visionary work that during the last Venice Film Festival left the lagoon with wide open eyes and closed mouth.”

Fabrique du cinéma

 

One of the best debuts of the last years.

Nonsolocinema

 

A stunning visual symphony on the objects and on the process of dishumanization of the man of grandiose visionary power. One of the best movie of the 74th Mostra del Cinema. A miracle maybe.

Quinlan

 

Beautiful Things by Giorgio Ferrero really marvels at your insight. An audiovisual and punk song, a sonata for multiple perceptions, from unexpected musical trends. To audio-watch abandoned to evasion.

Uzak

 

SYNOPSIS

Van is a floorhand, the maintenance man on an oil rig. He works in the desert, at a large oilfield in Texas. Danilo is the chief engineer of a freighter. He spends all his days in the heart of the vessel where a humongous engine resides. Andrea is a scientist. He has lived his whole life between mathematical formulae and the silence of the anechoic chamber. Vito has spent half of his life looking after slot machines. Today he is in charge of an immense reinforced-concrete pit for waste. These men, unwittingly, provide the basis for the whole sequence of creation, transport, marketing and destruction of the objects that feed our bulimic lifestyle. The objects that we think we need every day begin and end their journey inside isolated and eerie industrial and scientific locations. These men are monks in temples of steel and concrete and carry out the same mechanical rituals every day in silence and solitude, sharing the space with their own phantoms. She and He are an ordinary couple. They have spent their life accumulating stuff to the point of saturation. They grew up in the boom years of commercial television, and they are the first generation to have been freed from it by the internet. Today they are in their forties and are looking for a way out. She and He are us. And we have never heard about them.

DIRECTOR’S STATEMENT

This movie is dedicated to ourselves who could not endure a life without collecting useless objects, to ourselves, bulimic of plastics and noises and afraid of silence. It’s dedicated to ourselves who fall asleep with Netflix in our ears hoping that night might fall without notice, to us, who accept the idea that life can go before but not that objects can survive us. This film is a way of dispelling our lifestyle from which we can not escape in any way.

Beatiful things is a journey into our consumption ‘bulimia’. The many objects we accumulate and we believe to be essential begin their production cycle in silent secluded industrial and scientific sites. Van, Danilo, Andrea and Vito are monks inside temples of send, steel and concrete. They repeat the same liturgy every day. We don’t even know that they exist. Van, Danilo, Andrea and Vito for the first time will be able to meet and look virtually in the face of the audience to whom they have devoted a whole life of work. The film was written and directed with a musical approach, like a score where notes and images are conceived together. Words, music, sounds are part of the same language and carry a single symphonic tale The very short slice of daily life that opens every act is the photograph of our life, our home, our terrace, our objects, our melancholy. This film is a way of escaping a lifestyle from which we can find no way out. In the film we have tried to express all our sadness, the urgency of the need to go back to breathing in silence, free from the constriction of a life swallowed up by noise. This is our howl and we have tried to turn it into a song.

Musiche e suono Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore

Riprese e montaggio Giorgio Ferrero, Federico Biasin, Enrico Aleotti, Filippo Vallegra

Una produzione MYBOSSWAS

Main cast
Van Quattro (Usa)
Danilo Tribunal (Philippines) 
Andrea Pavoni Belli (Italy) 
Vito Mirizzi (Switzerland) 
Vittoria De Ferrari Sapetto (Italy) 
Andrea Valfrè (Italy)

Partners 
Film Commission Torino
Regione Piemonte
Db technologies
Odessa city – texas
Grimaldi Lines
Università degli studi di Ferrara
Azienda Cantonale dei Rifiuti
Le Gru
Klepierre
Collegio Einaudi
Edi Milano
Universal Robots
Visual Pro 360
Quercetti
Ombra di Foglia

Web development Daniele Morano

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